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La storia

Le testimonianze di un vissuto intenso partono dall' età del bronzo, percorrono il periodo messapico e giungono attraverso imponenti manufatti di epoca medioevale al periodo preindustriale.

Gli insediamenti neolitici nel territorio di Vernole

Nel territorio di Vernole, già in età preistorica, si evidenzia una presenza umana. Si tratta di popolazioni indigene che si sono insediate dapprima nel triangolo Acquarica-Acaya-Pisignano dove hanno fatto la loro apparizione i menhir o pietrefitte, le specchie e i pagliari. Una reale consistenza della popolazione indigena nel neolitico si può individuare, sulla base di resti compositi, in località San Pietro di Acaya, dove vi sono alcune grotte basiliane con tracce di graffiti. In questo sito, allora paludoso, si pensa vi possa essere stato un villaggio su palafitte. Il sistema insediativo locale comincia a subire qualche mutamento quando nuovi apporti culturali, magnogreci o greco-orientali, si profilano all'orizzonte ponendo fine all'età della pietra e del bronzo e dando inizio ad una cultura più complessa e più variegata.

L'età del bronzo e i Messapi

Intorno al 1000 a.C. i Messapi sbarcano sulle coste salentine.
I Messapi erano un popolo molto civile e laborioso. Le loro città erano protette da imponenti cinte murarie, costruite sia con pietre squadrate, sia con pietre informi.
Per approfondire la conoscenza della civiltà affascinante e ancora misteriosa di questo popolo, è tutt'ora in corso la campagna di scavi, ripresa dall'Università di Lecce, in località Pozzo Seccato presso Acquarica di Lecce.

Menhir, specchie e pagliari: memorie di pietra

Denominazione comune dell'età del bronzo e della civiltà messapica, è l'utilizzo delle pietre. Al riguardo si annoverano i menhir, le specchie e i pagliari.
Il menhir Mater Domini di Pisignano risale all'epoca preistorica.
è un lungo parallelepipedo a base rettangolare, confitto al suolo (pietrafitta), con le facce più larghe orientate da nord a sud, come quasi tutti i menhir della provincia di Lecce. Secondo l'opinione più diffusa, questi enormi monoliti hanno un significato religioso o funerario.
Le popolazioni dell'età del bronzo insediate nel territorio compreso tra Acaya, Vanze ed Acquarica di Lecce, hanno lasciato quale segno del loro passaggio, tumuli di pietre dette Specchie. Alcuni studiosi ritengono che si tratti di strutture sepolcrali, altri, di apparati difensivi di età storica cui sono associati anche i paretoni vale a dire immense muraglie a secco che raggiungono un'altezza di 3 metri ed uno spessore di 6 metri alla base.
Il pagliaro (pagghiaru) è la più tipica manifestazione architettonica locale. Gli strati di pietre poggiano su uno strato anulare sottostante, restringendosi progressivamente di circonferenza fino a stabilire una apertura minima dove poggia una specie di cupola a forma conica. Per unire le pietre non si usava nessun cemento o malta. Per fissarle bene una all'altra si usava una pietra che aveva la funzione di martello.

Le Masserie fortificate

Altra caratteristica del territorio di Vernole è determinata dalla presenza di numerose masserie fortificate. Dal XIV secolo e fino all'800, si fortificano con alte mura di cinta, solide porte d'ingresso, ponte levatoio, fossati, case massicce ed alte torri fornite di caditoie, feritoie, garitte, da usare come posti di osservazione e di difesa dalla minaccia dei Turchi prima e dei predoni locali poi. Le masserie fortificate diventano, così, dimora e centro di tutte quelle attività agricole che si svolgevano nel latifondo.

Archeologia industriale

Numerosissime sono, inoltre, sul territorio, le presenze di antichi manufatti necessari alla trasformazione dei prodotti agricoli: i frantoi ipogei per la spremitura delle olive, i palmenti per la produzione del vino e i molini per macinare i cereali.
Storia, cultura, architettura, ingegno e operosità convivono nel territorio di Vernole, sin dagli albori, in grande simbiosi tra loro e "in uno" con la popolazione generosa, operosa ed ospitale.


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